“La Via Francigena che unisce”… FrancigenaNews

Siamo ospitalieri ma siamo anche pellegrini praticanti!

Qui il link all’articolo originale: http://francigenanews.com/la-via-francigena-che-unisce-il-pellegrino-e-il-giornalista-ospitalieri-per-passione/

La Via Francigena che unisce. Il pellegrino e il giornalista, “ospitalieri” per passione

Di Massimiliano Scala Quello a destra con la barba bianca è Sergio Martelli e gestisce l’affittacamere Martelli a Buonconvento, una piccola e suggestiva frazione di Ponte d’Arbia (Si), l’altro sono io, Massimiliano Scala, giornalista di Francigena News nelle vesti di “ospitaliero” di CasaCandi, un piccolo bed and breakfast gestito da mia moglie Candida, che offre accoglienza turistica a Miradolo Terme, la stessa struttura che ospita fra l’altro anche la nostra mini redazione. Insomma, una casa dove la lingua ufficiale è il francigeno. Ieri è stato ospite di CasaCandi proprio Sergio Martelli, un toscano purosangue, l’aspetto di un gigante buono con la barba bianca e l’indole di compagnone di razza a cui piace chiacchierare, accompagnato da un amico anche lui toscano doc, molto alla mano. Sergio ha 58 anni, bancario di professione, “ospitaliere” per passione, ha incominciato a camminare circa dieci anni fa e sta completando tutta la Francigena, in momenti diversi, quando il tempo lo permette. Io invece ho dieci anni di meno, scrivo di cammini e faccio l’”ospitaliere” per passione nelle occasioni che il b&b ospita viandanti e pellegrini e forse incomincerò a camminare solo da quest’anno, facendo qualche tappa della Francigena, sempre di più contagiato dal mondo dei camminatori. E’ bastato uno sguardo per intenderci subito; ci siamo seduti tutti e tre e in un attimo il tavolo si è riempito di mappe, brochure, tracce gpx –  “quelle di Camminando sulla Via Francigena” –  ci tiene a sottolineare continuamente l’amico Sergio, mentre l’aria si è riempita di parole sui progetti realizzati, quelli da realizzare, di soldi buttati per opere inutili, di attrezzature specifiche per affrontare il cammino, di località, di accoglienze pellegrine e turistiche, di timbri delle credenziali, di storie di pellegrini, di viandanti e di turisti. La mattina dopo ci siamo svegliati, colazione tutti insieme, la telefonata di rito a Danilo Parisi per pianificare il guado, e ancora a parlare di Via Francigena, prima della foto e dei saluti. E’ una sensazione bellissima abitare a 400 km di distanza ma sempre sulla stessa Via, quella Francigena naturalmente, che è capace di unire popoli e territori.
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